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La visione politica e il problema educativo

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  Il modello di giustizia che presiede alla vita morale dell'individuo è lo stesso che regola la vita ordinata dello Stato , in quanto quest'ultimo non è altro che lo specchio dell'uomo e della sua anima . Nella prospettiva platonica non c'è scissione etica e politica, poiché non è possibile immaginare l'uomo come individuo slegato alla comunità di appartenenza . Per capire cosa sia la giustizia Platone propone un modello di Stato perfetto, utopico , che si propone come paradigma: la sua validità non è data dalla realizzabilità, ma, in quanto modello, può servire come punto di riferimento per i cittadini e i politici. Uno Stato ideale dev'essere strutturato in tre classi, e ogni classe deve uniformare il proprio comportamento a una specifica virtù: la classe dei governanti : a cui viene affidato il comando della città, devono essere dotati della virtù della saggezza ; la classe dei guerrieri : a cui è demandata la difesa militare, devono avere la virtù del corag...

La dottrina etica: l'anima, l'amore e la virtù

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La speculazione di Platone muove da un'esigenza di rinascita spirituale dell'uomo , che per lui è base indispensabile per un rinnovamento della vita politica. Affronta il problema del senso della vita affermando che l'unica vita degna di essere vissuta è quella improntata al bene e alla virtù ; l'obiettivo autentico dell'essere umano è infatti la cura dell'anima.  Che cos'è l'anima? Per Platone l'anima è un vero e proprio principio spirituale, una sostanza semplice e incorporea, affine alle idee e dunque immortale, prigioniera di un corpo da cui deve purificarsi attraverso la conoscenza . Il filosofo tenta di dimostrare l'immortalità dell'anima attraverso vari argomenti: la reminiscenza : se è vero che nell'uomo esiste la possibilità di conoscere le idee, che non possono derivare dai sensi, bisogna presupporre che l'anima abbia conosciuto il mondo ideale prima della sua incarnazione e dunque che sia immortale; l'anima, perché capa...

La concezione della conoscenza

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 Come può l'uomo pervenire alla conoscenza delle idee eterne ed immutabili? Per spiegare questo difficile passaggio del suo pensiero Platone ricorre ad un racconto di carattere mitico, in cui riprende la dottrina della reincarnazione delle anime . Secondo il mito, prima che nascessimo, la nostra anima esisteva nel mondo ideale, dove contemplava le idee e aveva piena conoscenza di tutto. Poi, costretta a incarnarsi nel corpo e come stordita da questa violenza si è dimenticata quanto aveva appreso; è però possibile , se opportunamente guidata, tornare allo stato di sapienza e intelligenza iniziale . Quella che chiamiamo "conoscenza" non è altro che " reminiscenza " o " anamnesi " (ricordo) da parte dell'anima delle idee con cui era già stata in contatto. L'esperienza sensibile funge semplicemente da stimolo per far riaffiorare il ricordo di una conoscenza precedente.  Platone descrive le tappe e i modi specifici del processo conoscitivo partendo ...

La teoria delle idee

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  Platone inizia la sua ricerca partendo dal presupposto che se l'anima conosce il bene non può commettere il male. Il problema che si pone è: cos'è il bene? In primo luogo il filosofo riconosce la difficoltà nel pervenire a un'unica idea oggettiva di bene, ma sostiene l'esistenza di parametri oggettivi a cui poter fare riferimento nel giudicare le cose .  Tali parametri sono costituiti dalle idee , criteri di conoscenza ma anche di causa e fondamento della realtà.  Platone chiarisce il percorso intellettuale che lo porta all'elaborazione della teoria delle idee facendo ricorso ad una metafora marinaresca: il filosofo sostiene di aver compiuto una " prima navigazione " sospinto dalle ricerche dei filosofi naturalisti, per poi intraprendere, deluso da quella, una " seconda navigazione " basata soltanto sulle proprie forze, che lo conduce al mondo delle idee. Il filosofo giunge alla conclusione che ciò che fa si che ogni cosa sia come deve essere ...

Introduzione a Platone

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  La riflessione di Platone, uno dei massimi pensatori di tutti i tempi, può essere compresa solo in riferimento al complesso periodo storico in cui visse. L'ambizione all'impegno politico viene presto soffocata dalla delusione di fronte all'ingiustizia e alla corruzione che osserva nei vari governi, e l'evento che più di altri concorre alla formulazione di un giudizio così duro è la condanna a morte di Socrate. La forte delusione politica, però, rappresenta per Platone la volontà di promuovere una rinascita spirituale attraverso una riflessione filosofica in grado di orientare la società verso il bene. L'ingiustizia, per lui, non è altro che la scissione tra politica e saggezza ; nella società dilagano sempre più le tendenze relativistiche e scettiche dei sofisti, che mirano unicamente alla forza di persuasione delle parole e non alla ricerca di un confronto. Per questo motivo Platone matura la convinzione che una riforma esistenziale e politica debba muovere innan...

Socrate

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Socrate, una delle figure più significative nella tradizione filosofica, si distingue dalla sofistica, pur condividendone l'interesse per l'uomo e la parola, per un'attenzione particolare nei confronti dei valori dell'interiorità e della ricerca della verità.  Particolare di Socrate da La morte di Socrate , J. L. David, 1787 La sofistica - con il suo relativismo - erose definitivamente le antiche certezze, il che produsse un diffuso malcontento presso le classi conservatrici che cominciarono a guardare con ostilità verso la filosofia in generale. Socrate vive e opera in questo difficile clima , da una parte si trova a combattere il relativismo della sofistica, dall'altra deve subire l'ostilità delle classi conservatrici. Un esempio di tale diffidenza verso la filosofia è fornita dalla commedia Le nuvole di Aristofane. Socrate non lascia nessuna testimonianza scritta diretta: preferiva il contatto immediato, in particolare con i giovani. Ci sono, però...

Gorgia

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  Gorgia affermava che nulla esiste e se anche le cose esistessero non potremmo saperlo.  Il relativismo dei valori comportava più punti di vista differenti su un medesimo argomento : un'azione può risultare virtuosa agli occhi di alcuni e malvagia a quelli di altri ed è quindi possibile costruire più discorsi su quella medesima azione. Il linguaggio non si identifica più con l'essere e tra il linguaggio e le cose si pone un' insanabile frattura . Scrive Gorgia: La parola è una potente signora, che pur dotata di un corpo piccolissimo e invisibile  compie le opere più divine. Sosteneva che il discorso è tutto e l'elogio della parola ne è la forza conquistatrice . Gorgia giunge a una forma di scetticismo metafisico secondo cui non esiste nulla di oggettivo, asserendo che:  l'essere non esiste : se esistesse implicherebbe una serie di contraddizioni logiche; se anche esistesse non potremmo conoscerlo , perché il pensiero non rispecchia la realtà (lo...